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«Italia o Enotria: la vigna del Risorgimento» è il titolo della mostra che sarà inaugurata oggi, alle 12, nella Cantina sperimentale della scuola Enologica «Umberto I» di Alba, in occasione della tradizionale festa natalizia e della consegna delle borse di studio dell’istituto scolastico.
L’esposizione, realizzata per celebrare il quinto anniversario del riconoscimento UNESCO, narra degli intrecci tra la storia enoica e quella risorgimentale nell’arco del XIX secolo in tutto il territorio nazionale, ma con un focus particolare su quello piemontese e sulle colline di Langhe e Roero. L’iniziativa è promossa dal Centro studi sul paesaggio culturale di Langhe e Roero in collaborazione con l’associazione Ambiente&Cultura – Alba sotterranea e si avvale del sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e del patrocinio dell’Associazione del Patrimonio dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.
«La vite e il vino occupano un’importanza centrale nell’identità italiana – spiegano i curatori -. Basti pensare che il destino di questo abbraccio è inscritto nell’origine stessa della parola Italia. Narrano gli antichi Greci che Italo fosse il re degli Enotri e che fosse stato il primo a insegnare al proprio popolo le tecniche dell’allevamento e dell’agricoltura e, prima fra queste l’arte della vite e del vino».
La mostra è articolata in tre sezioni: la prima, «I vini dei patrioti», esplora gli intrecci tra le biografie dei protagonisti risorgimentali con la storia del vino italiano nell’800. La seconda, «Le viti del Regno», esamina le dure difficoltà che il giovane Regno d’Italia dovette affrontare nel campo della viticoltura e i provvedimenti che adottò. La terza, «Il vino del Re», celebra la
storia del vitigno Nebbiolo e del vino Barolo, che più di ogni altro intrecciò la propria storia con la vita di Camillo Benso conte di Cavour e le vicende della dinastia dei Savoia Re d’Italia.

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